Cosa non inviare mai in chat durante la trattativa auto usata: guida completa

Quando si affronta una trattativa per acquistare o vendere un’auto usata tra privati, gran parte dello scambio avviene oggi tramite chat, gli strumenti utilizzati sono Whatsapp, scambio di email oppure le chat presenti all’interno delle piattaforme di annunci. Proprio questa apparente semplicità, però, nasconde uno dei rischi più sottovalutati.
Capire cosa non inviare mai in chat durante una trattativa auto usata è fondamentale per evitare truffe, furti d’identità e perdite economiche. Il problema non riguarda solo il pagamento auto usata tra privati, ma anche la gestione delle informazioni personali e bancarie, spesso condivise con troppa leggerezza.
Perché la chat è uno dei punti critici nella compravendita
Nel mercato delle auto usate tra privati, la fase iniziale della trattativa è quasi sempre digitale. Questo porta molti utenti ad abbassare il livello di attenzione, trattando la conversazione come informale, quando in realtà si stanno condividendo dati sensibili con sconosciuti.
Chi cerca come evitare truffe auto usata deve sapere che molti raggi iniziano proprio da qui: dalla richiesta innocua di un documento o di una foto, o ancora dei dati sensibili.
Documenti personali: cosa non condividere mai
Uno degli errori più comuni al riguardo è l’invio di documenti personali, esponendosi così al rischio di furto di identità.
Pertanto è fortemente sconsigliato condividere:
- Carta di identità;
- Codice fiscale;
- Patente di guida;
- Documenti con firma visibile.
Questi dati infatti possono essere utilizzati per un furto d’identità, l’apertura di conti correnti fraudolenti o addirittura essere utilizzati per truffare soggetti terzi. In molti raggiri legati alla vendita di auto tra privati, i documenti raccolti vengono riutilizzati per simulare vendite o acquisti fittizi.
Libretto di circolazione e documenti del veicolo
Anche i documenti del veicolo devono essere condivisi con attenzione.
Inviare il libretto di circolazione completo espone a rischi concreti, quali:
- Clonazione dell’identità del veicolo;
- Creazione di falsi annunci;
- Utilizzo illecito o truffaldino dei dati contenuti.
All’interno del libretto di circolazione, sono sempre riportati i dati dell’intestatario (nome, cognome e codice fiscale) e anche il suo indirizzo di residenza. Se necessario condividere una fotografia del libretto di circolazione è sempre fondamentale oscurare i dati sensibili e condividere solo le informazioni essenziali per la trattativa o per permettere all’altro soggetto di ottenere ad esempio un preventivo sulla polizza assicurativa, ovvero i dati relativi meramente al veicolo ed alla sua potenza.
Dati bancari e informazioni finanziarie
Un altro punto critico riguarda la condivisione dei dati bancari.
Molti utenti, nel tentativo di velocizzare il pagamento auto usata tra privati, inviano con troppa leggerezza informazioni sensibili, quali:
- Codice IBAN;
- Screenshot del proprio home banking.
Queste informazioni possono essere sfruttate per tentativi di frode o phishing, il rischio inoltre aumenta se per il pagamento vengono utilizzati metodi tradizionali, che non prevedono alcuna protezione strutturata per le parti.
Attenzione all’assegno circolare: il rischio della foto in chat
Uno degli errori più pericolosi è l’invio della foto dell’assegno circolare alla controparte.
È bene sapere che l’assegno circolare per auto usata (come sottolinea Quattroruote qui) non è un metodo di pagamento sicuro, può essere infatti utilizzato sia per concludere truffe ai danni sia di ignari acquirenti che venditori.
Sebbene erroneamente l’assegno circolare auto usata venga percepito come sicuro, condividere l’immagine del titolo può esporre alla clonazione dell’assegno, con conseguente incasso fraudolento della somma da parte di terzi e quindi la perdita del denaro senza ottenere il veicolo.
Si tratta purtroppo di una delle truffe più diffuse nel mercato dell’usato.
Bonifico auto usata: perché la chat aumenta i rischi
Anche quando si parla di bonifico auto usata la gestione via chat introduce ulteriori criticità. Tra i rischi più frequenti troviamo:
- Invio di false ricevute;
- Manipolazione delle prove di pagamento;
- Tentativi di truffa tramite triangolazione (ne parla anche Quattroruote qui).
In assenza di un sistema che colleghi pagamento e passaggio di proprietà, lo scambio di informazioni in chat non offre alcuna garanzia reale.
Il vero problema: mancanza di un sistema sicuro
Il punto centrale non è solo cosa si invia tramite chat, ma il contesto in cui lo si effettua, spesso ad un soggetto sconosciuto con cui si entra in contatto tramite l’online.
Nella compravendita tra privati manca un sistema strutturato che:
- Protegga i dati sensibili delle parti;
- Colleghi il pagamento all’esito della compravendita;
- Tuteli davvero entrambi i soggetti.
Per questo motivo, anche informazioni apparentemente innocue possono diventare pericolose se condivise.
Come gestire la compravendita in sicurezza
In una compravendita di veicoli, soprattutto se tra privati, è bene prestare attenzione ai sempre maggiori tentativi di truffe e raggiri, che spesso colpiscono sia la condivisione dei dati sensibili ma anche la fase più delicata, ovvero quella del pagamento.
È bene sapere che nessun metodo di pagamento classico (ne parla anche Quattroruote qui) - come bonifici istantanei o tradizionali, assegni circolari o contanti - è davvero in grado di tutelare ambedue le parti e superare la tipica fase di stallo in cui:
- L’acquirente vuole pagare quando ha il veicolo intestato. Ma se poi non paga?
- Il venditore vuole il saldo prima di firmare il passaggio di proprietà. Ma se poi non firma o non consegna l’auto o la stessa è soggetta a sequestri, vincoli o gravami?
L’unica soluzione davvero in grado di tutelare ambedue le parti è quella di affidarsi ad una piattaforma di deposito a garanzia, detto anche escrow, solo in questo modo infatti:
- I dati sensibili e i documenti non vengono scambiati in chat tra due soggetti sconosciuti, bensì gestiti in sicurezza dalla piattaforma;
Inoltre:
- L’acquirente ha la certezza che il suo denaro resta depositato presso la piattaforma e protetto, verrà inoltrato al venditore solamente quando il compratore sarà il legittimo proprietario del veicolo;
- Il venditore ha la certezza della presenza della somma, nonché di riceverla una volta intestato il veicolo all’acquirente.
Il funzionamento di una piattaforma di deposito a garanzia è davvero semplice:
- Acquirente e venditore si registrano;
- Il compratore deposita il denaro;
- Ottenuta notifica di corretto deposito, si procede al passaggio di proprietà;
- Intestato il veicolo all’acquirente, il denaro viene erogato al venditore.
In Italia, questa soluzione è offerta dalla piattaforma escrow Owny (Owny.it), specifica per la compravendita di veicoli.
Owny, per garantire la massima tutela ad ambedue le parti, per ogni operazione effettua controlli documentali dedicati tramite database ufficiali ACI/PRA, al fine di verificare la corretta intestazione del veicolo all’acquirente prima di erogare il denaro al venditore.
Il servizio può essere attivato sia in autonomia, online al sito ufficiale, ma ne può anche essere richiesta l’attivazione alla rete di Agenzie di Pratiche Auto partner presenti in tutto il territorio nazionale.
Se la controparte diffida l’utilizzo di un sistema così sicuro è bene prestare la massima attenzione, potrebbe infatti essere un chiaro segnale d’allarme.
FAQ
Quali dati non bisogna mai inviare in chat durante una trattativa auto usata?
È fondamentale non inviare mai i documenti personali completi (carta d’identità, codice fiscale, patente), coordinate bancarie o foto di strumenti di pagamento, nonché i documenti del veicolo. Questi dati infatti possono essere utilizzati per truffe o furti di identità.
È sicuro condividere il libretto di circolazione in chat?
No, il libretto contiene informazioni sensibili che possono essere utilizzate per creare annunci falsi o truffe, ma anche dati sensibili dell’intestatario del veicolo. Se è necessario condividere il libretto, è meglio oscurare i dati più rilevanti prima di procedere.
Perché non bisogna inviare la foto dell’assegno circolare?
Perché il titolo potrebbe essere clonato e di conseguenza incassato in maniera fraudolenta. Anche se l’assegno circolare è percepito come sicuro, la condivisione della sua immagine espone a rischi concreti.
Condividere l’IBAN in chat è pericoloso?
Può esserlo, l’IBAN, se è associato ad altri dati, può essere utilizzato per tentativi di frode e phishing. È sempre meglio limitare la condivisione di informazioni bancarie e utilizzare i metodi di pagamento strutturati e sicuri, come il servizio escrow di Owny (Owny.it).
Come evitare i rischi durante lo scambio di informazioni nella trattativa?
Il modo più sicuro per ridurre al minimo lo scambio diretto di dati sensibili, è utilizzare sistemi di pagamento escrow. Soluzione come Owny (Owny.it), permettono di gestire il pagamento tramite un soggetto terzo, evitando la condivisione di informazioni sensibili garantendo maggiore sicurezza per entrambe le parti.
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